Comunità Pastorale Maria Ausiliatrice
Arcidiocesi di Milano - Zona Pastorale di Varese - Decanato di Gallarate - Cardano al Campo (VA)
Il sito è in costruzione. Alcune delle sezioni sono in aggiornamento.
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ANNO PASTORALE 2025-2026
sito aggiornato il 07.02.2026 – 00.30
8 FEBBRAIO
penultima dopo l'Epifania
Il rito ambrosiano celebra la domenica della “divina clemenza” per ricordarci che, tra i grandi segni della manifestazione di Dio che stiamo contemplando nel tempo dopo l’Epifania, c’è anche questo: Dio si manifesta come misericordia, come clemenza.
E’ un Dio che scandalizza, a volte persino quando sentiamo il suo sguardo d’amore rivolto verso noi stessi. Quando noi siamo nel peccato, infatti, vorremmo nasconderci da Lui, facciamo fatica a pregare, perché ci sembra che Lui non debba entrare dentro questa realtà, che non va bene. Invece Lui arriva, entra, ovunque, sempre. E, quando lo accogli, ti accorgi che quell’incontro cambia tutto.
Non ti trovi di fronte ad un Dio giudice.
In certe immagini sembra che quando Lui arriva sia il padrone che viene ad eliminare tutti i capi di bestiame difettosi. Invece arriva l’amico.
Quando incontri una realtà così, quello che nasce è stupore, uno stupore che è ringraziamento.
Dio arriva prima del nostro peccato, prima del nostro pentimento. Dio arriva ad offrirci il suo perdono non quando noi ci decidiamo benignamente a chiedergli perdono. Lui arriva prima. Arriva e ci dice: “Dimmi che vuoi essere perdonato!”. Arriva da noi con le mani crocifisse – perché è quello il suo modo di perdonarci – e dice: “Lasciati perdonare! Lasciati raggiungere!”.
Quando noi riusciamo a farci raggiungere da questo amore, allora dentro di noi nasce il ringraziamento, la gioia, lo stupore.
Tutto cambia, tutto si trasforma e si diventa servitori della vita. Prima ti sembra che la vita sia fatta tutta di folli, di gente che continua solo a cercare il proprio interesse. Poi il tuo sguardo cambia. Vedi che il peccato è dappertutto, è in tutti, non c’è nessuno esente da questa realtà, ma il tuo atteggiamento è diverso, entri nella stessa logica di Dio. Ed inizi a pensare all’altro, che sta peccando, non come ad una persona lontana, estranea, ormai persa, ma come ad un malato da soccorrere, da raggiungere, da salvare. Cominci ad entrare nella mentalità di chi annuncia la misericordia del Signore, perché sa che quell’annuncio, quando è accolto, cambia la vita di chi sente e crede.
L’incontro con la divina clemenza mette in moto in modo completamente nuovo ciò che siamo.
Così vive il cristiano. Sapendo che l’Amore lo precede sempre, che il perdono arriva sempre come offerta da parte di Dio. E che questo dono non è solo per sé, ma è per tutti e va detto, annunciato, portato, perché se te lo tieni avvizzisce dentro di te.
Come fai a dire: “Grazie, Signore! Mi hai preso, salvato, perdonato!” e a continuare a guardare gli altri con indifferenza e disprezzo? Si può davvero essere perdonati e non darsi cura dell’altro, che il perdono non è stato ancora capace di accoglierlo? Se ci capita di farlo, dobbiamo mettere in discussione la nostra esperienza di perdono, perché forse non siamo ancora stati capaci di dire davvero di sì alla misericordia di Dio.
Quando quella misericordia arriva e agisce, si diventa come Matteo, Paolo, gli apostoli, i santi!
Lo si diventa per forza! Anzi, lo si diventa per amore, che è una forza infinitamente più potente.
ADORAZIONE EUCARISTICA
Tutti i giovedì dalle 18.30 alle 19.30
nella chiesa parrocchiale Natività di Maria V.
Sito creato il 08/03/2025