Storia di Sant'Anastasio

Sant'Anastasio si chiamava Magundat. Da suo padre Han era stato istruito nella magia, faceva parte dell’esercito persiano, incuriosito dal fatto che i cristiani venerassero la croce che era uno strumento di morte e di supplizio, ne volle conoscere i rudimenti della religione, quindi recatosi a Gerapoli nella chiesa dedicata ai martiri apprese il loro eroismo. Ammirato, si recò poi a Gerusalemme ove ricevette il Battesimo assumendo il nome di Anastasio ("il risorto") per indicare l’avvenuta conversione.

Entrò poi in un monastero situato a circa sei miglia da Gerusalemme, dove l'abate Giustino gli insegno la lingua greca e il Salterio, per poi tonsurarlo e vestirlo dell'abito monastico nell'anno 621. Anastasio divenne ben presto un modello di virtù per i suoi confratelli, distinguendosi per la precisione e il fervore con cui compiva ogni dovere religioso. Animato da un ardente desiderio di testimoniare Cristo anche a costo della vita, ottenne il permesso di recarsi a Cesarea di Palestina allora soggetta ai persiani. Qui riprese alcuni soldati della guarnigione per aver compiuto pratiche magiche, attirando su di sè le ostilità delle autorità. Arrestato, confessò con fermezza la sua fede cristiana e affrontò con eroica costanza torture, frustate, bastonature e le difficoltà di una prigione oscura.

Avendo fatto parte dell’esercito si chiese al re Cosroe una decisione nei suoi riguardi. Il re comprensivo rispose che se abiurava anche davanti ad una sola persona potevano lasciarlo libero, ma Anastasio rifiutò. Allora fu preso insieme a due altri compagni di cella e portato a Bethsaloen in Assiria (detta poi Sergiopoli) dove si trovava il re e là fu sottoposto ad altri terribili tormenti assistendo anche allo strozzamento dei due compagni e di altri sessantasei cristiani, alla fine fu strangolato e decapitato, era il 22 gennaio 628.

La sua festa si celebra il 22 gennaio.